La Quercia Centenaria

I colori della natura

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Ricerca

Un pavimento esclusivo che arriva direttamente dalla natura.
La quercia centenaria si trova su tutta la maggior parte del territorio europeo ma il miglior habitat per la realizzazione del parquet è in Slavonia.
La ricerca della materia prima inizia da una minuziosa selezione e dal recupero dei tronchi di quercia abbandonati nel bosco. Le particolari situazioni ambientali dei boschi fanno sì che gli alberi vengano trasformati nel corso degli anni. Il vento, la pioggia e le condizioni del terreno conferiscono agli alberi sfumature e caratteristiche peculiari, diverse da quelle di ogni altra specie.
Ogni tronco è un’opera d’arte unica e dalla personalità inimitabile.

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Sostenibilità

Per il mantenimento del bosco è necessario tagliare questo tipo di alberi, che assorbono poca acqua e rischiano di far franare il terreno.
Il nostro progetto di recupero mira ad una produzione sostenibile, che favorisce la crescita di nuove piante e sana i boschi, raccogliendo e dando nuova vita a ciò che era stato abbandonato.

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Lavorazione

I tronchi recuperati arrivano nel nostro laboratorio, dove vengono puliti e lavorati dai nostri esperti artigiani che riescono a far risaltare caratteristiche quali nodi, venature e sfumature di colore. Quelli che un tempo erano considerati difetti, si trasformano in valore aggiunto.
Nei dettagli, la preparazione del legname segue all’operazione dell’abbattimento e comprende le fasi di sramatura, rotazione dei tronchi, depezzatura ed eventuale scortecciatura. La sramatura e depezzatura vengono eseguite con la motosega ed utensili manuali quali roncole ed accette; la prima consiste nel taglio dei rami e della parte sommitale della pianta detta “cimale”, la seconda prevede il taglio del tronco in porzioni dette “toppi”, secondo lunghezze commerciali. La scortecciatura invece consiste nell’asportazione totale o parziale della corteccia per agevolare l’avvallamento del legname e prevenire l’attacco di insetti o funghi dannosi.

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Distribuzione

Chi sceglie un pavimento in quercia centenaria sceglie un prodotto unico. Questa essenza racconta la storia di anni trascorsi nel bosco ed emoziona come solo le cose autentiche e di qualità possono fare. Il parquet in quercia centenaria è dedicato a chi come noi ama il legno nella sua massima espressione, tavole che profumano di passato e rievocano le atmosfere di un tempo.

Il Rovere

L’originalità del legno nella sua forma più pura dà vita a superfici inedite, sorprendenti, emozionanti. Una collezione in grado di adattarsi ad ogni contesto architettonico e stilistico, per spazi autentici e dal forte valore narrativo. I nodi e le spaccature diventano essi stessi decoro, creando possibilità estetiche uniche, interpretando molteplici abbinamenti fra cromatismi e matericità, trasformando ogni spazio in un’emozione unica.
Una superficie dal profondo sapore materico, il carattere è forte con un’indole vivace fatta di nodi e spaccature che esaltano l’esuberante natura del legno.

Un raffinato gioco di elementi: variazioni cromatiche, morbide declinazioni di colore e superfici strutturate accostate tra loro in perfetta armonia. L’organicità del legno crea effetti visivamente straordinari che, attraverso la sensazione tattile, diventano un’esperienza sensoriale di cui godere ogni giorno.

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Alcuni esempi della nostra Quercia Centenaria

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Le origini

Il rovere (Quercus Petraea) è un albero maestoso che appartiene alla famiglia delle Fagacea Raggiunge 30-40 m di altezza, ma può arrivare anche a 50 m, con diametro del tronco di 1 o 2 m di conseguenza. Il tronco è dritto, cilindrico e robusto, i rami principali sono nodosi e ascendenti, e formano con il tronco un caratteristico angolo acuto. La chioma è densa, espansa e regolare. La corteccia è spessa circa 2 cm, grigia e liscia per i primi vent’anni, poi poco a poco diventa fessurata, con solchi orizzontali e longitudinali, formando placche rettangolari non allungate.

I rametti sono inseriti anch’essi ad angolo acuto e sono verdi in primavera, poi bruno-grigi, glabri, con poche lenticelle e le gemme brune a sezione pentagonale alla base e apice appuntito. Le foglie sono caduche, diverse a seconda di quanta luce prendono. Le foglie di luce sono più coriacee, spesse, con più stomi, mentre quelle d’ombra sono di consistenza erbacea. In ogni caso sono verdi e glabre sulla pagina superiore, più pallide in quella inferiore, a forma oblungo-obovata, cuneate alla base, con lobi meno profondi che nelle foglie della Farnia, e più regolari e numerosi (da 5 a 8), e con la lamina di aspetto ondulato grazie alla disposizione delle nervature. I fiori maschili sono riuniti in amenti penduli e giallastri, situati all’apice dei rametti dell’anno precedente, , lunghi 3-6 cm, con pochi fiori. I fiori femminili si trovano all’apice della crescita dell’anno oppure all’ascella delle foglie, in gruppi di 2-5 fiori a tre stili, in corte spighe. La fioritura e la fogliazione sono contemporanee, alla fine di aprile e per tutto maggio. Il frutto è una ghianda che matura nell’anno, sessile, con cupola a squame ovato-lanceolate e lunga 2-3 cm, uniforme e liscia, senza striature. L’apparato radicale è fittonante e resta tale per tutta la vita, con numerose radici che penetrano nel terreno obliquamente e rendono la Rovere molto stabile agli eventi atmosferici e resistente alla siccità.

Il rovere si trova su tutta la maggior parte del territorio europeo, con l’esclusione della Scandinavia settentrionale e del Mediterraneo meridionale anche se per la realizzazione del parquet, la Slavonia è il suo miglior habitat. L’utilizzo ideale delle sue materia è dai 120 anni in su, anche se raggiunge la sua totale maturità all’età di 1000 anni. Negli ultimi decenni si è notato un aumento di alberi di Rovere asciutti, i principali fattori sono:

  • Cambiamento ambientale globale (meno precipitazioni nel periodo di vegetazione e temperature più calde e sempre in aumento)
  • Cambiamento delle vegetazione nelle foreste (molto frequentemente la quercia si unisci ad un’altra specie di albero e da cosi vita ad una nuova tipologia di vegetazione che però non viene considerata vera Quercus Petrae)
  • Inquinamento ambientale, malattie vegetali, ecc…

Dettagli del legno

Dalla necessità di tagliare questi gli alberi, e provvedere a  “sanare” il bosco
(eliminare le piante più vecchie e quelle che assorbono poca acqua che rischiano di far franare il terreno) a tutto vantaggio di quelle giovani, nasce il nostro progetto di realizzare prodotti unici dando così nuova vita a ciò che prima era in abbandono da anni.

La preparazione del legname segue all’operazione dell’abbattimento e comprende le fasi di sramatura, rotazione dei tronchi, depezzatura ed eventuale scortecciatura. La sramatura e depezzatura vengono eseguite con la motosega ed utensili manuali quali roncole ed accette; la prima consiste nel taglio dei rami e della parte sommitale della pianta detta “cimale”, la seconda prevede il taglio del tronco in porzioni dette “toppi”, secondo lunghezze commerciali.

Per completare la sramatura su tutto il perimetro del fusto occorre ruotare i tronchi, operazione che viene svolta con l’ausilio di attrezzi. La scortecciatura invece consiste nell’asportazione totale o parziale della corteccia per agevolare l’avvallamento del legname e prevenire l’attacco di insetti o funghi dannosi.

Le lamelle

Il processo di produzione delle lamelle, è l’insieme delle operazioni eseguite in appositi stabilimenti, che consistono essenzialmente nella classificazione degli elementi unitari che lo compongono e nella loro ricomposizione, fino a dare origine a elementi di forma e dimensione prestabilita.

Le tavole subiscono il controllo dell umidità e della qualità, più o meno automatizzato il quale porta all’eliminazione dei difetti più gravi e delle eventuali sacche di umidità.

La verifica dell’umidità avviene sulle lamelle per mezzo di test selezionatore. Contemporaneamente al controllo dell’umidità, viene effettuata la classificazione meccanica secondo la resistenza delle lamelle; classificazione che può essere effettuata con il metodo a vista o mediante apposite macchine classificatrici.

In questa fase vengono valutati gli eventuali difetti del legno, l’ampiezza degli anelli di accrescimento, l’inclinazione delle fibre, cipollature, imbarcamenti, ecc., e vengono tagliate le estremità delle assi, eliminando screpolature e fessurazioni di testa.

Le tavole così composte vengono piallate, in modo da offrire superfici piane in vista dell’incollaggio. Questo tipo di operazione, unitamente alla calibratura attraverso la quale si ottengono tavole di spessore costante, evita l’instaurarsi di tensioni che possono dare luogo alla formazione di cretti durante la pressatura. Inoltre la piallatura consente di ottenere superfici lisce, requisito molto importante in fase di incollaggio.

L’ultima fase che è anche la più preziosa, è la finitura della parte superficiale che viene affidata ai nostri falegnami ed è un lavoro certosino di pulizia, stuccatura levigatura, spazzolatura e oliatura delle assi.

Pazienza, amore ed esperienza sono alla base della buona riuscita di questo lavoro di recupero del materiale che si appresta a diventare una esperienza unica   per coloro che ambiscono a possedere un prodotto esclusivo.

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