Domande Frequenti

FAQ tecniche, per la manutenzione e generiche

FAQ TECNICHE

Cos’è il parquet tradizionale?

Il parquet tradizionale è un pavimento formato da elementi di legno massiccio. Questi elementi sono caratterizzati da quattro bordi piani perpendicolari con una inclinazione massima compresa tra 0° e 3°.

 

Cos’è il prefinito multistrato?

Il prefinito multistrato indica una serie di elementi in legno costituiti da più strati, lavorati sui fianchi con incastro a maschio e femmina, calibrati, levigati e verniciati prima della loro posa in opera.

Il pavimento prefinito è formato da uno strato superiore calpestabile, costituito da una parte di spessore realizzata in legno pregiato e da un supporto che mantiene il pavimento indeformabile, contrastandone la naturale tendenza al movimento e garantendo proprietà di resistenza e robustezza estremamente elevate. L’assoluta qualità della lavorazione e la specifica finitura superficiale, che prevede una stesura industriale della vernice, oltre a permettere una velocissima installazione, garantiscono al prodotto durezza, solidità nel tempo e una totale idrorepellenza ai liquidi. Il grande valore estetico e l’effetto estremamente naturale del parquet prefinito lo rendono un pavimento di vero prestigio.

 

Che differenza c’è tra parquet tradizionale e prefinito?

Il parquet monostrato o tradizionale è un pavimento realizzato con elementi costituiti da un unico strato della stessa specie legnosa.

Il parquet stratificato o prefinito è invece la pavimentazione costituita da elementi multistrato, composti da due o più strati di legno diverso, di cui quello di calpestio o nobile realizzato in legno massiccio.

Per parlare di parquet, lo strato nobile del pavimento deve avere uno spessore non inferiore a 2,5 millimetri.

 

 

Tipologie di pavimenti

PARQUET TRADIZIONALE

 

  • Lamparquet

Costituito da tavolette di legno sprovviste di incastri. Spessore da 8 a 10mm

Larghezza da 45 a 60mm Lunghezza da 250 a 300mm

  • Listoncino 

Tavoletta di legno diversa dal Lamparquet solo per quanto riguarda le dimensioni. Spessore da 12 a 14mm

Larghezza da 65 a 75mm Lunghezza da 350 a 500mm

  •  Listone MF (maschio/femmina)

Tavola con un lungo fianco e con una testa dotata da semplice fresatura, detta incastro femmina. Lungo l’altro fianco a l’altra testa è presente un elemento sporgente, detta incastro maschio, che facilita

l’incastro con gli altri elementi. Spessore: 22mm e 24mm

Larghezza da 80 a 100mm e da 100 a 140mm

Lunghezza da 600 a 1200mm e da 800 a 2000mm

  • Listoncino MF (maschio/femmina)

Listoncino che presenta su un fianco e su una testa l’incastro femmina, realizzata con una semplice fresatura. Lungo l’altro fianco e lungo l’altra testa c’è invece l’incastro maschio, caratterizzato da un elemento sporgente che permette l’inserimento di un altro listoncino.

Spessore da 14 a 15mm Larghezza da 75 a 90mm Lunghezza da 500 a 900mm

  •  Magatello

Tavoletta di legno in abete a sezione trapezoidale, sulla quale vengono inchiodate e fissate le liste del pavimento. Lunghezza variabile in base alle esigenze di posa.

  • Mosaico

Insieme di lamelle lignee che creano disegni geometrici elementari.

 

PARQUET PREFINITO

È costituito da liste di minimo 2,5mm di spessore, che formano lo strato superiore di ogni elemento, appoggiate su uno strato più consistente che funge da supporto.

Il parquet prefinito è subito pronto per essere posato in quanto viene venduto già verniciato.

Presenta quindi dei tempi brevi di posa e può essere utilizzato nell’immediato visto che è calpestabile dopo appena un paio di giorni dalla posa.

Grazie al supporto che mantiene ben salde le singole listelle, il parquet prefinito è dotato di grande stabilità. In caso di umidità e contatto con altri agenti esterni, i listoncini prefiniti potrebbero gonfiarsi o piegarsi, ma non si creerà mai alcun spazio fra le varie liste, visto che al di sotto è presente l’altro strato di legno. Il parquet prefinito è disponibile anche prelevigato non verniciato per realizzare delle finiture personalizzate.

 

PARQUET INDUSTRIALE

Il parquet industriale è costituito da piccole lamelle di legno ad alta resistenza, disposte e incollate

verticalmente l’una accanto all’altra. Le lamelle vengono poi compattate in blocchi composti da specie legnose diverse e fibra mista che danno colorazioni e tonalità contrastanti. Ricavati da materiali di scarto dei pavimenti tradizionali, possono contenere difetti di lavorazione, macchiature, parti di alburno e nodi grossi, moschettature, silicio, etc. Dopo essere stati posati a terra, i blocchi vengono levigati, stuccati e rifiniti. Proprio perché può essere levigato più volte nel tempo, il parquet industriale dura più a lungo: grazie alla sua resistenza e durabilità, è particolarmente adatto per pavimentare ambienti soggetti a sollecitazioni e a calpestio intenso: uffici, capannoni e impianti sportivi, ma anche abitazioni private.

Spessore da 14 a 20mm.

 

 

Durezza e stabilità dimensionale

La durezza del legno indica la resistenza alla penetrazione del carico di elemento posto su una faccia dell’elemento detto provino. Viene determinata seguendo i procedimenti e le indicazioni imposte dalla

norma UNI EN 1534 – Determinazione della resistenza alla penetrazione (Brinell). La durezza Brinell viene

 

determinata all’entità dell’impronta del carico rilevata nel legno. Minore è l’entità dell’impronta, maggiore è la durezza del legno e, quindi, tanto più resistente e durevole è il pavimento.

La prova Brinell viene eseguita diverse volte su ogni essenza in quanto il legno non è un materiale uniforme e subisce delle modificazioni in natura nel corso degli anni.

La stabilità dimensionale indica invece i cambiamenti di volume del legno al variare di umidità e temperatura ambientali. La stabilità dimensionale si calcola applicando il metodo di prova stabilito dalla norma UNI EN 1910 – Determinazione della stabilità dimensionale.

 

Geometrie di posa

La geometria di posa è il disegno che nasce dall’accostamento dei singoli elementi che compongono una pavimentazione in legno. Il risultato finale dipende dalla dimensione dei moduli di legno, dalla scelta dei mosaici geometrici o non geometrici e dalla fantasia di accostamento.

PRINCIPALI GEOMETRIE DI POSA

  • Posa a cassero regolare.

Elementi di uguale dimensione disposti in modo tale che le giunzioni di testa avvengano nella stessa mezzeria o comunque in posizione costante rispetto a ciascun listone costituente la fila precedente.

  •  Posa a cassero irregolare.

Le liste di legno hanno la stessa larghezza, ma lunghezza casuale.

  •  Posa a spina di pesce.

Elementi caratterizzati da forma rettangolare e uguali dimensioni, posati a 45 gradi rispetto alle pareti.

  • Spina ungherese.

Ogni singolo elemento ha i due lati corti tagliati con inclinazione a 45 gradi o 60 gradi rispetto ai lati lunghi. Le modalità di posa sono le stesse applicate per la posa a spina di pesce.

  •  Fascia e bindello.

È la chiusura della zona perimetrale del pavimento. Formata da elementi di legno con geometria di posa diversa (fascia) rispetto a quella predominante (tappeto centrale) e da altri elementi posti come raccordo (bindello) fra differenti geometrie di posa.

 

Il valore dell’umidità del parquet al momento della consegna del materiale

L’umidità del parquet al momento della consegna è una caratteristica molto importante e per legge il livello di umidità deve essere compreso tra il 7% e 11%.

Grazie ai processi di essicazione, le liste in legno nobile del prefinito Novalinea Arredo hanno una percentuale di umidità tra il 6% e 8%. Lo strato intermedio di supporto ha invece una umidità che si attesta tra il 10/12%. Il prefinito viene infine pressato, questo comporta un processo di stabilizzazione con una variazione delle percentuali di umidità che si compensano e stabilizzano fino a raggiungere il 10%, soglia

che non viene mai superata dai nostri prodotti per garantire un’alta qualità.

 

L’umidità e le reazioni del legno

Il legno ha caratteristiche dimensionali che dipendono dal suo stato igrometrico, cioè dal suo contenuto di umidità, il quale a sua volta dipende dalle condizioni ambientali nelle quali è conservato.

È dimostrato, infatti, che temperature oltre i 22 gradi e un’umidità ambientale inferiore al 45% possono determinare antiestetiche deformazioni del legno che nei casi più gravi, causano addirittura il distacco di alcune parti.

Le condizioni ottimali per un perfetto mantenimento delle proprietà del parquet sono una temperatura

compresa tra i 18 e i 21 gradi e un’umidità percentuale dell’aria compresa tra il 45% e il 60%: tale intervallo idrometrico ambientale, oltre ad essere di beneficio per la bellezza e la stabilità del pavimento in legno,

regala comfort e benessere fisico a coloro che vivono all’interno della casa.

 

Sottofondo idoneo e condizioni per la posa

Il parquet può essere posato su diversi materiali: massetto cementizio, pannelli con base di legno, pavimenti preesistenti o su magatelli.

Il massetto deve avere uno spessore di almeno 40mm e può essere realizzato con cementi normali o rapidi. Per entrambi i tipi di sottofondo è obbligatorio secondo la normativa applicare dei fogli di polietilene risvoltati lungo pareti per creare una barriera contro il vapore. A seconda del tipo di prodotto e delle condizioni ambientali, i tempi di asciugatura dei cementi normali variano dai 4 ai 7 mesi. Per quanto

riguarda invece i cementi rapidi i tempi scendono tra i 3 e i 7 giorni e l’umidità va verificata attraverso l’igrometro a carburo.

Se il parquet viene invece posato su pavimentazioni preesistenti, è importante verificare che siano in buone condizioni, perfettamente lavate e sgrassate, carteggiate nel caso di pavimenti in ceramica o di marmo, stuccate nel caso di un vecchio parquet. Per la moquette e il linoleum, dopo l’asportazione, si consiglia di eliminare qualsiasi residuo di collante mediante una leggera levigatura.

 

Massetti con riscaldamento incorporato: il ciclo di pre-riscaldamento

Per stabilizzare e asciugare al meglio il massetto, dopo un’adeguata stagionatura, è fondamentale attuare il ciclo di pre-riscaldamento. Questo procedimento essicca il massetto e ne verifica la tenuta strutturale al massimo delle sollecitazioni possibili, impedendo così che eventuali shock futuri possano danneggiare la superficie del pavimento in legno.

I pavimenti in legno sono più soggetti a ritiri e deformazioni ma questo non comporta delle controindicazioni per l’uso del parquet prefinito su sistemi di riscaldamento a pavimento.

Per effettuare la posa in modo corretto è essenziale seguire gli accorgimenti previsti per attuare il ciclo di pre-riscaldamento:

  1. Azionare l’impianto di riscaldamento a pavimento aumentando progressivamente la temperatura di 5°C ogni giorno fino a raggiungere la soglia di 35°C (detta temperatura di esercizio);
  2. Lasciare l’impianto funzionante alla temperatura di esercizio per almeno una settimana;
  3. Iniziare a diminuire gradatamente la temperatura di 5°C ogni giorno fino ad arrivare allo spegnimento del sistema di riscaldamento a pavimento;
  4. Completato il ciclo è possibile iniziare la posa del parquet tenendo spento il riscaldamento a pavimento e mantenendo una temperatura dell’ambiente compresa tra 18/20°C;
  5. Una volta terminata la posa del pavimento in legno sarà possibile accendere il sistema di riscaldamento a pavimento aumentando progressivamente la temperatura di 5°C al giorno;
  6. Non superare mai il limite massimo di 35°C;
  7. Una volta portato l’impianto a regime, la temperatura della superficie del pavimento non dovrà mai superare i 25°C.

 

Qual è la tipologia di posa più adatta per un sistema di riscaldamento a pavimento?

La scelta più consigliabile è la posa mediante incollaggio, che non lascia camere d’aria tra il massetto e i listoni di parquet che provocherebbero una dispersione del calore.

Nel caso in cui si volesse procedere con una posa flottante o galleggiante è opportuno scegliere una guaina o un materassino che siano adatti alla trasmissione del calore.

Il legno è un materiale isolante termico per natura per questo si consiglia di posare un parquet con uno spessore totale non superiore a 16mm, in modo tale da avere una trasmissione del calore efficace.

 

Quando posare il parquet?

Per procedere con la posa il sottofondo deve essere compatto e asciutto, con un tasso di umidità inferiore all’1.5%. Inoltre, tutti gli infissi devono essere montati e funzionanti, le opere murarie terminate, gli impianti elettrici e idraulici perfettamente attivi. La temperatura ambientale non deve essere inferiore ai 10 gradi e l’umidità relativa dell’aria compresa fra il 45 e il 60%. Anche la posa e la lucidatura di altri pavimenti confinanti, ceramici o in altro materiale, devono essere già avvenute, così come la finitura e la verniciatura dei soffitti e la preparazione delle pareti.

 

Tipologie di posa

POSA FLOTTANTE O GALLEGGIANTE.

Consiste in un’unica superficie di legno appoggiata semplicemente sul piano di posa. Quest’ultimo è costituito da 3 strati e viene realizzato con elementi muniti di incastro, incollati tra loro con colla vinilica e di dimensioni generalmente rilevanti. Tra il pavimento e il parquet vengono interposte una barriera contro il vapore e uno strato che può avere varie funzioni, prima fra tutte l’insonorizzazione. In caso di impianto di riscaldamento a pavimento, lo strato isolante deve essere a bassa resistenza termica, per consentire il giusto irraggiamento del calore.

 

POSA MEDIANTE INCOLLAGGIO.

Sul piano di posa e con l’aiuto di una spatola speciale a denti triangolari viene steso un collante idoneo che, lavorato più volte con ampi movimenti a semicerchio in modo da ottenere le cosiddette righe di adesivo, permette un buon contatto tra l’adesivo stesso e il supporto. La colla deve essere infatti stesa

uniformemente: sia l’eccesso che la carenza di quest’ultima possono compromettere la corretta posa del parquet o causare difetti applicativi. A differenza della posa galleggiante, i fianchi dei listelli non vengono incollati.

 

POSA MEDIANTE CHIODATURA/AVVITATURA.

Tipologia di posa impiegata per elementi multistrato o elementi massicci con incastro perimetrale (listoni) e spessore di 14 – 15 – 22mm. Il fissaggio viene attuato con chiodi o viti infisse obliquamente a 4 gradi, in corrispondenza della parte superiore del maschio e fino a penetrare il supporto per almeno 20mm. Proprio per questo è fondamentale scegliere il supporto più idoneo, per consentire un’eccellente operazione di fissaggio.

 

La scheda prodotto

Tutti i prodotti commercializzati sul territorio nazionale e destinati all’utente finale devono riportare una scheda tecnica con indicate, in lingua italiana, informazioni chiaramente visibili e leggibili relative a:

  1. Denominazione legale o merceologica del prodotto;
  2. Nome o ragione sociale o marchio e sede del produttore o importatore stabilito nella Comunità Economica europea;
  3. Materiali impiegati per la struttura e per i rivestimenti;
  4. Eventuale presenza di materiali o sostanze dannose per l’uomo, le cose o l’ambiente;
  5. Manutenzione e pulizia del prodotto, eventuali precauzioni e destinazione d’uso ai fini di una corretta fruizione e sicurezza del prodotto;
  6. Smaltimento del prodotto (facoltativo).

 

L’ossidazione del parquet

L’ossidazione è un fenomeno naturale che si verifica con l’esposizione del parquet alla luce, che provoca delle variazioni alla colorazione del legno. Una volta spostati i mobili, il parquet rimasto in ombra riprende in breve tempo la stessa tonalità di quello esposto alla luce.

I tempi di ossidazione di un parquet dipendono dalla specie legnosa scelta. Doussiè, Iroko, Teak e Afrormosia hanno tempi di ossidazione più veloci. Una grande incidenza viene data dalla maggiore o minore presenza di luce, direttamente proporzionale alla velocità di ossidazione. Per rendere più uniforme e caldo il colore del parquet si suggerisce comunque di farne ossidare bene tutta la superficie, prima di procedere al posizionamento dei tappeti.

 

Le certificazioni e la marcatura CE

La certificazione e la marcatura CE devono essere apposte da chi immette il prodotto sul mercato, sia esso il produttore ovvero chi fabbrica materialmente il prodotto, ma anche chi importa o lo rivende col proprio marchio e una propria denominazione commerciale. Anche quest’ultimo, ai fini giuridici, diventa  produttore a tutti gli effetti ed è quindi responsabile in toto del marchio e del prodotto.

Per poter marchiare CE il parquet, il produttore deve verificare la conformità del prodotto, attenendosi a una serie di criteri e di caratteristiche prestazionali imposti dalle Normative Europee.

 

Le caratteristiche prestazionali imposte dalle Normative Europee sono:

  • Reazione al fuoco
  • Rilascio di formaldeide
  • Emissione di pentaclorofenolo
  • Resistenza a flessione
  • Scivolosità
  • Conduttività termica
  • Durabilità nel tempo

 

Che cos’è la certificazione FSC (Forest Stewardship Council)?

FSC è uno schema di certificazione che garantisce al consumatore che il prodotto è realizzato con materiale proveniente da foreste gestite correttamente dal punto di vista ambientale, sociale ed economico. Tutti i prodotti contrassegnati con il marchio FSC sono certificati come provenienti da foreste che rispettano i Principi e Criteri di buona gestione forestale e dal mantenimento della certificazione Chain of Custody. Il

 

consumatore che sceglie un prodotto certificato FSC effettua una scelta consapevole, contribuendo così attivamente alla salvaguardia e al miglioramento del patrimonio boschivo e forestale mondiale.

La certificazione FSC si sviluppa su due piani:

  1. Certificazione Forestale: che si indirizza a chi gestisce la foresta o la piantagione, attestando che la gestione della foresta è corretta secondo principi ambientali, sociali ed
  2. Certificazione della Chain of Custody: che è indirizzata a chi trasforma la materia prima realizzando prodotto finito o componenti. Attesta che la materia prima utilizzata (legname, pannelli o carta) rispetta gli standard

 

Che cos’è la certificazione PEFC (Programma per il riconoscimento di schemi nazionali di Certificazione Forestale)?

Il Programma per il riconoscimento di schemi nazionali di Certificazione Forestale è un sistema di certificazione per la gestione forestale sostenibile a livello nazionale e regionale. I partecipanti allo sviluppo di tale programma sono i rappresentanti dei proprietari forestali e dei pioppeti, dei consumatori finali, degli utilizzatori, dei liberi professionisti, del mondo dell’industria del legno e dell’artigianato. L’obiettivo del

programma è di migliorare l’immagine della selvicoltura e della filiera foresta-legno, fornendo derivanti da boschi e impianti gestiti in modo sostenibile.

Il sistema PEFC permette di certificare:

  • La sostenibilità della gestione dei boschi;
  • La rintracciabilità dei prodotti legnosi e cartacei commercializzati e trasformati che provengono dai boschi certificati

 

Che cos’è la formaldeide?

La formaldeide è un inquinante definito ubiquitario, perché lo si trova praticamente ovunque: in città e lungo le strade a causa del traffico, nelle abitazioni e negli uffici a causa del fumo di sigaretta, nei mobili, visto che è presente nel truciolato, nel compensato e nelle colle, negli alimenti, nei prodotti cosmetici, negli imballaggi, nella colla usata per i libri e le riviste.

L’11 dicembre 2008 è stato pubblicato il decreto legge con cui sono state emanate regole rigidissime riguardanti la fabbricazione, l’importazione e l’immissione in commercio di pannelli a base di legno e manufatti, sia semilavorati sia prodotti finiti, compresi i pavimenti in legno contenenti formaldeide.

Secondo il decreto non possono essere introdotti nel mercato prodotti la cui concentrazione di equilibrio di formaldeide superi il valore di 0.1 ppm (0.124 mg/m3), che corrisponde al limite previsto per la classe E1.

Tutti i prodotti Novalinea Arredo rispettano la normativa prevista dalla Legge riguardo i limiti consentiti per la concentrazione di equilibrio di formaldeide.

 

La conduttività termica

Nella progettazione di uno stabile, la scelta dell’isolamento più adatto presuppone una conoscenza orientativa dei principi della fisica applicati all’edilizia.

La capacità di accumulo del calore di un materiale da costruzione viene calcolata attraverso la sua capacità termica specifica c (J/kj*K): tanto è maggiore, tanto più il materiale è in grado di accumulare calore.

La conduttività termica I (W/m*K) invece è la capacità di un materiale di condurre calore. Il coefficiente I indica la quantità di calore che fluisce attraverso 1 metro quadrato di materiale dello spessore di 1 metro, con una differenza di temperatura tra interno ed esterno di 1 K (grado Kelvin). I materiali isolanti sono caratterizzati da un coefficiente I minore di 0,1 W/m*K.

 

La trasmittanza U (W/m2*K) rappresenta il flusso di calore ceduto da un ambiente interno all’aria esterna, attraverso una superficie di 1 metro quadrato e con una differenza di temperatura di 1K (grado Kelvin).

Quando si parla di trasmittanza ci si riferisce ad uno stato stazionario ovvero a temperature interne ed esterne costanti. Quanto minore è il coefficiente U di un determinato elemento strutturale, tanto minori sono le dispersioni termiche e ottimale è l’isolamento.

 

Giunti perimetrali e di dilatazione

Il parquet non va mai accostato a una superficie rigida poichè rischia di impedire il naturale movimento degli elementi in legno. È fondamentale creare un giunto di dilatazione lungo tutto il perimetro del locale, inserendo spessori nelle fasi di partenza e cunei in quelle di chiusura oppure impiegando appositi morsetti e cinghie, soprattutto nel caso in cui gli elementi da posare siano di grandi dimensioni.

 

Come si valuta visivamente un pavimento in legno?

Secondo quanto indicato nella UNI CEN/TS 15717 l’esame visivo della pavimentazione si effettua osservando la pavimentazione da una posizione eretta e con l’ausilio di luce naturale diffusa posta alle spalle dell’osservatore.

Per individuare e valutare la presenza di difettosità sulla superficie della pavimentazione non devono in nessun caso essere utilizzate fonti di luce artificiale direttamente sulla pavimentazione.

 

Si può posare il parquet in bagno o in cucina?

L’acqua, se non ristagnante, non danneggia il parquet e non rappresenta un problema per la posa di un pavimento di legno in bagno o in cucina.

È importante scegliere con attenzione la tipologia di parquet da posare tenendo conto del formato, della specie legnosa e della finitura in base alle aspettative del cliente e all’utilizzo del prodotto.

Le specie legnose più stabili a contatto con l’umidità sono Doussiè, Merbau, Iroko e Teak. È sconsigliato invece il Rovere, che a contatto con l’umidità tende a creare macchie nerastre causate dalla fuoriuscita di tannino, molto presente in questa specie legnosa.

Soprattutto per quanto riguarda la sala da bagno, è importante garantire la superficie del parquet con un progetto intensivo di protezione. Per una fruizione più serena e limitatamente alla zona doccia, vasca, WC e bidet, si consiglia di impiegare una pavimentazione di servizio, realizzata in materiale lapideo o ceramico.

Per evitare che l’umidità depositata all’interno delle stanze alteri i pavimenti in legno è consigliabile aerare sempre i locali dopo l’utilizzo di docce o simili.

 

Quali sono le principali caratteristiche tecniche e i massimi pregi del parquet?

Tra i pregi di un pavimento in legno spiccano le qualità estetiche, l’ottimo isolamento termico e acustico, la resistenza all’usura e alle sollecitazioni meccaniche e vibrazionali data dalla naturale durezza ed elasticità dei legnami.

Il parquet si distingue dagli altri pavimenti per la sua conservazione nel tempo e per la possibilità di ripristinarlo facilmente attraverso la lucidatura e la levigatura.

Chi sceglie un pavimento in legno fa una scelta consapevole, in quanto rispetta l’ambiente essendo un materiale sostenibile e interamente riciclabile a differenza di quanto accade per il laminato, la ceramica, il marmo e prodotti simili.

 

Che differenza c’è tra il parquet e il lamparquet?

Il parquet è una definizione generale che comprende:

  • Il parquet tradizionale in legno massello;
  • Il parquet prefinito costituito da una sola parte in legno

Il lamparquet è un parquet di legno massello con spessore dagli 8 ai 10mm, lunghezza dai 250 ai 300mm, larghezza dai 45 ai 65mm (dimensioni stabilite dalla Normativa UNI 4375).

 

Cosa fare se una poltroncina dotata di ruote lascia tracce sul parquet?

Le tracce sul parquet non sono da considerarsi un difetto di verniciatura. Le ruote alterano la planarità del film di vernice che porta allo sviluppo di piccoli solchi visibili solo in controluce. Per evitare ulteriori tracce, basterà sostituire le ruote della poltrona con apposite ruote gommate, più elastiche della vernice e quindi meno dannose. È comunque una peculiarità del pavimento in legno, e delle sue caratteristiche fisiche, subire variazioni nel tempo: per questo deve essere usato e vissuto senza pregiudizi funzionali eccessivi o condizionanti.

 

Il parquet può essere posato su pavimentazioni preesistenti?

Il parquet può essere posato su pavimenti solidamente fissati come piastrelle, ceramiche, marmo e derivati, pietra, ovviamente sempre dopo aver verificato i requisiti previsti per un perfetto sottofondo.

La moquette, il PVC e il linoleum sono invece incompatibili con la posa del parquet; questi materiali vanno rimossi dal fondo assieme a qualunque traccia di vecchio collante.

 

Si può posare il parquet sulla ceramica?

Sì, è possibile posare il parquet direttamente su un pavimento in ceramica. Prima della posa è opportuno eliminare qualunque residuo di cera, sporcizia o grasso poiché la loro presenza, anche se minima, può alterare l’incollaggio del parquet. Per quanto riguarda la ceramica, è consigliabile levigarla in modo da aumentare le proprietà fissanti e aggancianti del collante.

 

Come si possono ridurre i rumori?

Nel caso di una casa ancora in fase di costruzione, è compito del progettista e del costruttore rispettare la normativa vigente in materia di abbattimento dell’inquinamento acustico.

Nel caso in cui si voglia migliorare l’isolamento acustico di una casa già abitata, una possibilità è data dalla posa flottante che prevede uno strato di isolamento termo-acustico; è opportuno però verificare caso per caso quali sono i migliori accorgimenti da adottare.

 

Quante levigature si possono effettuare su un prefinito?

Un parquet prefinito può essere levigato dalle 2 alle 3 volte senza problemi. Nel caso in cui si proceda alla levigatura prima che il pavimento si sia già usurato o danneggiato, e prima quindi che siano presenti incisioni o lamature profonde, si possono effettuare fino a 3/4 levigature. Lo strato superficiale nobile del prefinito non deve però essere inferiore ai 2,5mm.

 

Quante levigature si possono fare su un tradizionale?

Considerando che il listoncino da 14mm MF ha il medesimo spessore del prefinito nobile, in quanto la parte superiore dell’incastro ha lo stesso spessore del prefinito, si può effettuare lo stesso numero di levigature. Si deve però considerare che la verniciatura del prefinito ha comunque una durezza e una resistenza superiore rispetto a quella effettuata durante la posa in opera di un tradizionale.

 

Il parquet è compatibile con il sistema di riscaldamento a pavimento?

Il parquet è la scelta migliore in caso di riscaldamento a pavimento. Il legno è un materiale isolante per natura, impedisce che ci sia contatto diretto con il calore emesso dai pannelli radianti. Tutti i prefiniti sono idonei alla posa su impianti di riscaldamento a pavimento, perché dotati di un supporto multistrato inciso in più parti, che permette di diffondere il calore omogeneamente, su tutta la superficie.

 

Il prefinito è idoneo anche al sistema di raffrescamento?

Il legno inibisce le variazioni di umidità e di compensazione perciò il parquet si presta ad essere posato senza problemi anche sul massetto raffrescante.

La normativa di riferimento non cambia in quanto generalmente l’impianto che riscalda è anche lo stesso che raffresca. Le tecnologie di questi impianti sono in continua evoluzione perciò bisogna porre attenzione alla progettazione termotecnica del sistema massetto-pavimento, che dovrà rispondere ad alcune semplici regole:

  • Garantire un adeguato scambio termico con l’ambiente da riscaldare, per non vanificare le economie di esercizio permesse dal sistema;
  • Mantenere un adeguato microclima locale, sia in condizioni di regime variabile, sia in esercizio. È importante poi assicurarsi sempre che l’impianto venga messo in pressione, per ovviare a qualunque problema nelle serpentine, e attuare il pre-ciclo di riscaldamento/raffreddamento prima della

 

Per eliminare i residui di colla è stato erroneamente utilizzato dell’alcool che ha causato antiestetiche macchie lucide: come rimediare al danno?

La rimozione del collante catalizzato avviene con ripetuto strofinio della superficie che provoca degli aloni più lucidi, causati da una reazione chimica. Nel caso specifico degli aloni, l’unica cosa da fare è carteggiare con cura e procedere con una nuova verniciatura del pavimento.

Per questo, appena terminata la posa, è assolutamente fondamentale rimuovere all’istante i residui di colla e non aspettare la fine del lavoro per farlo.

 

Si sono depositati degli antiestetici residui di polvere bianca nelle venature della spazzolatura. A cosa può essere dovuto? Come si può risolvere il problema?

Molto probabilmente il problema è da imputare alle polveri di cantiere. Anche se i lavori vengono svolti in altre aree, le polveri sottili di pitture, cartongessi e materiali simili sono volatili e si diffondono con più facilità di quanto si possa immaginare. La soluzione è l’utilizzo di un detergente specifico che dovrà essere utilizzato da personale qualificato. È sconsigliato pulire con l’acqua in quanto le polveri di gesso una volta in contatto con il liquido si solidificano, peggiorando la situazione. Il comportamento corretto da seguire quando ci sono lavori in casa è di coprire l’intera area per tutta la durata dei lavori, in modo da impedire alle polveri di depositarsi sulla superficie e sulle caratteristiche rigature tipiche di tale pavimentazione.

 

Quanto può durare un parquet?

In una casa abitata dalle 4 alle 5 persone il parquet può durare anche più di cent’anni. A dimostrazione di questo, va ricordato che nei palazzi storici esistono pavimenti antichi, trattati a cera e senza verniciatura, ancora accettabili.

 

Il parquet si rovina facilmente?

Il parquet è un pavimento molto resistente se vissuto e trattato con le dovute accortezze.

È da evitare infatti l’aggressione di agenti esterni che possono graffiare la superficie del pavimento come i tacchi a spillo, le unghie degli animali domestici, il contatto con oggetti appuntiti.

 

È migliore la posa galleggiante/flottante o la posa mediante incollaggio?

La posa galleggiante o flottante è la soluzione ideale se si desidera recuperare il pavimento sottostante o comunque non lo si vuole intaccare, conservandolo. Le tavole vengono semplicemente appoggiate ma, non avendo alcun aggancio o costrizione, al variare della temperatura e dell’umidità sono più soggette a deformazioni o fessurazioni.

La posa tramite incollaggio dà invece sicuramente più garanzia di stabilità nel tempo, visto che le tavole di legno sono fissate e incollate

 

Cosa fare se c’è un’ammaccatura sul parquet?

Per quanto riguarda il prefinito è possibile sostituire solo la tavola danneggiata.

Per quanto riguarda invece il parquet tradizionale bisogna effettuare una levigatura dell’intera superficie del pavimento. Il ripristino localizzato e su un unico pezzo tramite levigatura è possibile solo nel caso in cui il parquet sia rifinito a olio. Nella finitura a vernice, infatti, è obbligatorio trattare e riverniciare tutta la stanza.

 

Quali cautele adottare per il mantenimento del parquet? Vanno bene i prodotti acquistati al supermercato?

Per una manutenzione ottimale del pavimento è importante mantenere una pulizia frequente. Per ravvivare la vernice si possono impiegare i prodotti ceranti appropriati, consigliati e venduti direttamente dal produttore.

 

Come si verifica la rispondenza tra il materiale ordinato e il materiale consegnato?

Novalinea Arredo si rende disponibile a verificare tutto il materiale consegnato al momento del recapito, in modo da verificare, assieme al vostro vettore, che ci sia una esatta corrispondenza tra il materiale ordinato e il materiale effettivamente consegnato.

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